Back to the present

8 luglio 2011

Ritorno al Futuro
Dopo moltissimo tempo, reccomi qui a scrivere qualcosa su questo blog. la mia vita in Germania continua, il mio tedesco è migliorato istintivamente, tutto procede senza scossoni.
Oltre al mondo dei videogiochi in cui lavoro, sto cercando di raggiungere clienti diretti anche nel mercato dei giochi da tavolo (altra mia passione). In questi ultimi anni stanno uscendo numerosi prodotti dall’area tedesca o dagli USA e ho notato come i regolamenti sono spesso tradotti in modo approssimativo e poco chiaro.
Il regolamento per sua natura dovrebbe essere l’insieme delle regole che permettono al gioco di funzionare (e spesso di essere così avvincente e/o interessante). Visto che non tutti i giocatori possono fare un confronto con le altre lingue per chiarire passaggi poco chiari, è fondamentale che il regolamento sia tradotto tenendo presente le meccaniche del gioco e come funziona. Avendo tradotto in passato regolamenti tramite agenzie di traduzione posso dire a difesa del traduttore che la maggior parte delle volte si ha a disposizione a malapena un file di solo testo e assolutamente in nessun caso si ha la possibilità di vedere il gioco dal vivo o (esageriamo), di provarlo. Raggiungere il mondo dei produttori di giochi da tavolo non è stato difficile, molti li si può conoscere di persona a manifestazioni come il PLAY di Modena, Lucca Comics & Games o, qui in Germania allo SPIEL di Essen. Come in tutte le cose, chi traduce una cosa per cui ha una passione farà un lavoro mediamente migliore perché aggiunge al normale lavoro di traduzione anche una curiosità di fondo sul sistema di gioco che permette un analisi più approfondita del prodotto e quindi una resa finale migliore (IMHO ovviamente).

A breve inaugurerò una nuova sezione del blog in cui analizzerò alcuni giochi soffermandomi sulla traduzione in italiano evidenziandone i lati positivi e negativi.
Spero sia interessante.
A presto
Stefano

Emergere si può e qualcuno ci riesce…con stile!

12 gennaio 2010

Libro

È uscito un libro molto chic. Si intitola Voglio scrivere per Vanity Fair e lo ha scritto Erica Vagliengo con lo pseudonimo di Emma Travet, la protagonista del libro per Memori Edizioni. Erica è un’amica della mia ragazza, a cui il libro è piaciuto tanto, quindi lo pubblicizzo volentieri anche qui. Io l’ho appena iniziato e lo stile in cui è scritto mi piace.
Forse ora la chick literature va di moda e se vi piace il genere non lasciatevelo sfuggire… ma chi vorrà andare oltre ci potrà vedere le speranze e le disillusioni della “generazione precaria” che, malgrado i limiti imposti dalla propria condizione e dalla crisi, non molla mai e affronta la vita con dinamismo e voglia di fare.
Che Emma Travet sia da esempio a molti giovani, nella vita e…perché no, anche nello stile.
Maggiori info su www.emmatravet.it

Esplora Risorse

26 ottobre 2009

LOGO
Segnalo a chi si interessa di traduzione il sito (in lingua inglese)
The Translator’s Home Companion
Un elenco completo ed esauriente di risorse relative a questa professione (glossari, news, segnalazione corsi e seminari di approfondimento ecc…)

Albo…ce l’ho, ce l’ho…manca

22 ottobre 2009

Buttafuori

Non voglio parlare oggi di figurine…ma di figuracce!
La figuraccia che fa la nostra professione di fronte alla notizia che anche i tanto bistrattati “buttafuori” da oggi avranno un albo professionale che li regolamenta.
Mentre la categoria dei traduttori si batte da anni per averne uno proprio che ne riconosca la professione, i buttafuori, forse a forza di spintonate, riescono ad ottenere questo riconoscimento. Un albo dovrebbe dare garanzia di professionalità, di preparazione e definire con precisione mansioni e prerogative. Finché si parla di professionisti accreditati, come avvocati, medici o commercialisti nessuno ha da ridire: qualche perplessità o qualche sorriso però sono inevitabili quando ci si discosta da mestieri “codificati”…in questo traduttori e buttafuori hanno molto in comune, e il loro successo ci fa riflettere e ben sperare. “Buttafuori” è il termine comunemente usato per gli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, qui non viene assolutamente usato in modo dispregiativo.

In base alle nuove norme, per fare il buttafuori di professione occorre essere maggiorenni, incensurati, dotati di adeguato self control, ma anche di una formazione giuridica, tecnica e psicologica ben precisa. Chi è in possesso di questi requisiti potrà iscriversi ad un albo istituito presso le Prefetture, e intraprendere poi la carriera. Il buttafuori insomma cambia pelle e si trasforma in una vera e propria figura professionale, istituita da un decreto firmato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in attuazione della legge sulla sicurezza.

Per potersi iscrivere al nuovo albo, questi i requisiti: essere in buona salute fisica, non soffrire di daltonismo, non fare uso di alcool e stupefacenti, non avere condanne anche non definitive per delitti non colposi, non essere assoggettati a misure di prevenzione o destinatari di provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, non essere o essere stati aderenti a movimenti, associazioni o gruppi organizzati, essere in possesso del diploma di scuola media inferiore e aver superato un apposito corso di formazione.

I nuovi buttafuori “certificati”, al termine del percorso formativo organizzato dalle regioni, avranno competenze in materia giuridica (ordine e sicurezza pubblica, compiti delle forze di polizia, disciplina normativa del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo ecc.), competenze tecniche come prevenzione incendi, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, primo soccorso sanitario, e dovranno avere capacità psicologico-sociale come capacità di concentrazione, autocontrollo, contatto con il pubblico e adeguata comunicazione verbale. I compiti di un buttafuori sono infatti il controllo preliminare dei luoghi per verificare la presenza di eventuali sostanze illecite od oggetti proibiti per la prevenzione degli incendi e, solo in ultima istanza, la regolamentazione dell’accesso al locale per cui presta servizio.

Come il buttafuori, anche il traduttore è una di quelle professioni “non codificate” e incomprese dall’esterno. Non ci resta quindi che sperare in un destino analogo per la nostra categoria in un prossimo futuro, sperando che l’iniziativa ci sproni a ribadire la legittimità del nostro bellissimo mestiere.

Noi nel mondo

16 ottobre 2009

indovina chi?
Riconoscete quale di questi personaggi è l’Italia?

In questo periodo di forti critiche, crisi e rivoluzioni annunciate nel nostro paese, vorrei segnalarvi una divertente serie animata giapponese dal titolo “Axis Powers Hetalia“.
Si tratta di una serie di brevi episodi che hanno come protagonisti le personificazioni in forma allegorica dei diversi stati del mondo, rappresentati tutti secondo gli stereotipi più ovvi di ogni stato.
In questa strana chiave umoristica vengono raccontati gli eventi che hanno portato alla prima e alla seconda guerra mondiale, conditi da spassosi flashback che raccontano l’infanzia delle nazioni.
Il termine Hetalia nel titolo è un gioco di parole tra Italia e la parola giapponese hetare (inutile).
Ecco una scheda dei personaggi principali

FORZE DELL’ASSE

Veneziano (Italia del Nord)
Allegra ed energetica nazione, nipote dell’Impero Romano, ampliamente ricordato come uno dei conquistatori del mondo passato.
Viene personificata da un ragazzo distratto, pigro, codardo, donnaiolo, maniaco del cibo (soprattutto della pasta) e inaffidabile, tantissime sono le bandierine bianche che costruisce, per arrendersi in ogni occasione. Frequentemente Germania deve aiutarlo nella risoluzione di quesiti vari.
Pasta e pizza, insieme ad una spiccata capacità artistica, sono i maggiori riferimenti alla sua cultura. Ha un fratello maggiore, Romano (Italia del Sud), che non ama l’allenza con le altre nazioni e tende ad aggredire verbalmente e a dare la colpa di tutto a Germania.

Germania
Lavoratore affidabile e ligio alle regole. Molto rigoroso, gli errori sono da lui esecrati. Allena i suoi sottoposti a comportarsi similmente al suo atteggiamento, senza grandi risultati. Viene rappresentato come un uomo dai capelli biondi corti, occhi azzurri e fisico atletico.
Ha un rapporto di quasi-amicizia con Italia del Nord, con cui condivide la sua passione occulta dei biscotti tortati.

Giappone
Stacanovista, serio, abile con le mani, necessita di tempo per relazionarsi con gli altri. La capigliatura e le ciglia sono nere, analoghe ai tratti nipponici, inoltre è basso e magro. Ama creare gadget e modellini e dare risposte vaghe e pre-preparate.
Poco esperto del mondo esterno, si impegna al massimo per conoscere nemici ed alleati, ma è molto restio dall’entrare in intimità con gli altri e non sopporto il contatto fisico. A volte si comporta da persona anziana.

FORZE ALLEATE

America
Nazione di pionieri, è stato cresciuto ed allevato da Inghilterra, contro il quale poi ha combattuto per la sua indipendenza. Energico e sempre propenso a ficcare il naso negli affari altrui. Vede tutto in una luce positiva, è sempre pronto all’azione e ad esporre (e imporre) le sue idee agli altri.
Ha una pessima conoscenza geografica e difficilmente presta attenzione ai consigli o al parere degli altri. Costantemente timoroso di fantasmi ed entità soprannaturali,soprattutto se sono sfere di luce in dipinti.
Un certo Tony compare in casa sua abbastanza spesso, senza che America se ne accorga.
Rosolare hamburger è la passione di America, oltre che mangiare i classici cibi da Fast Food. Numerose sono le invenzioni da lui ideate, ma destinate al fallimento.

Inghilterra

Una nazione che quando era un pirata tormentava la Spagna. Inghilterra ha lo stile di un classico gentiluomo che non ha alcuna abilità nel cucinare, e grosse sopracciglia. Non ha un buon rapporto con Francia e Russia. Spesso è critico nei confronti di America. Stranamente crede agli unicorni e ad altre creature magiche.

Francia
Francia era una grande e potente nazione, ma dopo la morte di Napoleone Bonaparte non fu più capace di eccellere in guerra, mentre attrae turisti per il suo vino e la sua cucina. Ha una forte rivalità con Inghilterra. Francia è conosciuto per i commenti e gli approcci a carattere sessuale che rivolge un po’ a tutte le altre nazioni, magari nel tentativo di formare una qualche alleanza a sua difesa. Ama vestire bene e spesso ha una rosa rossa in mano.

Cina
Cina è una delle più antiche nazioni e ha aiutato Giappone quando era ancora una nazione emergente. Ha una forte rivalità con Russia. Cina è spesso fissata col cibo, è anche una grande fan di Hello Kitty e tende a terminare le sue frasi con il suffisso -aru, uno stereotipo giapponese riguardo il modo di parlare dei cinesi. Viene a volte raffigurata con un piccolo panda.

Russia
A differenza del viso infantile e innocente, Russia è il più alto degli stati. Adora la vodka e i girasoli. Russia ha un atteggiamento tranquillo e impassibile e un viso gentile, ma la sua mentalità è stata segnata dalla sua storia passata di sangue. Le altre nazioni confinanti hanno grande paura di lui, in particolar modo Lituania. Russia promette che un giorno “tutti diventeranno una cosa sola con la Russia”.

Guida ai servizi linguistici

13 ottobre 2009

Vi segnalo l’uscita di un libro dell’amico Antonio Cesari, buon punto di partenza per chi vuole intraprendere l’attività di traduttore, ottimo approfondimento anche per chi traduttore lo è già e, se vogliamo, utile pure ai clienti che necessitano di traduzioni e spesso faticano ad orientarsi nel mare di offerte più o meno allettanti e specchi per le allodole.

Guida ai servizi linguistici
“GUIDA AI SERVIZI LINGUISTICI. RISORSE E CONSIGLI UTILI PER TRADUTTORI E INTERPRETI” di Antonio Cesari

Si tratta della prima guida del settore pubblicata in Italia, frutto di un’articolata operazione di ricerca, selezione e sistemazione di fonti spesso difficili da reperire.
Alla base di questo lavoro vi è la convinzione, derivata dall’esperienza sul campo, che definire un orientamento nel settore della localizzazione linguistica è fondamentale per coglierne tutte le opportunità. In altre parole si prova a indicare la strada invece di proseguire a tentoni.
Si è voluto mettere insieme in maniera concisa e organizzata il più ampio e aggiornato elenco di risorse utili sia agli aspiranti traduttori e interpreti sia a chi è già inserito nel settore, per agevolare il percorso agli uni e stimolare la curiosità negli altri.
Oltre a contenere link e indirizzi utili (glossari, dizionari, agenzie di traduzione, opportunità di carriere, associazioni di categoria, software ecc.), il volume descrive ampiamente il mercato delle lingue, gli strumenti e le professioni ad esso legate, a fine di presentare un quadro introduttivo di un settore estremamente ricco e dinamico.

Per richiederlo è sufficiente inviare una mail a info@ipedizioni.com. A giorni sarà disponibile anche su www.ibs.it

Learco Pignagnoli…tra mito e realtà

7 ottobre 2009

Di Learco Pignagnoli, si sa, si è cominciato a parlare almeno nel 1995, su “Il Semplice”, rivista edita da Feltrinelli. Da lì si è creato un seguito di cultori e appassionati che, sottovoce, come fosse una cosa proibita, facevano circolare le opere e le gesta dello scrittore filosofo nato a Campogalliano e San Giovanni Persicelo. Nel 2003, al Festival Filosofia di Modena la voce si è un po’ alzata e si è addirittura organizzato un convegno dedicato a Learco Pignagnoli, con decine di relatori e testimonianze sulla sua vita e la sua opera. I relatori erano così tanti che non tutti riuscirono a prendere la parola. Nel 2006, il botto: Aliberti pubblica le “Opere complete di Learco Pignagnoli”, a cura di Daniele Benati. Il mondo della letteratura e delle case editrici, quello ufficiale, si accorge di questo “personaggio unico, inedito e fuori misura”.
Poi più nulla, o quasi: i giornali, le riviste e gli editori sembrano essersi dimenticati di lui, forse spiazzati dalla portata del suo messaggio. Ogni tanto, però, qualcosa risalta fuori: un’opera nuova, una testimonianza, una foto, a ricordarci che Pignagnoli non è un personaggio di cui ci si può liberare tanto facilmente. Quella che leggerete è la relazione di uno studioso milanese,Gianvittorio Randaccio, una di quelle che non è stato possibile leggere a Modena, nel 2003. Ci parla del Pignagnoli traduttore, uno dei suoi lati meno conosciuti, l’ennesima perla di una vita che non finisce mai di stupire.

SU UNA TRADUZIONE SCONCLUSIONATA DA UNA LINGUA SCONOSCIUTA

A un certo punto della sua vita succede che Pignagnoli non ha più un soldo. I suoi racconti non sfondano e la sua vita sregolata lo porta rapidamente sul lastrico, obbligandolo a cercare lavoro un po’ ovunque, anche in ambienti e ambiti che non gli sono per niente familiari. Tra le altre cose, pare che in questo periodo sia stato anche denunciato per aver commesso dei seri danni a un edificio, in un maldestro tentativo di spacciarsi per muratore. Ma un episodio risulta per noi fondamentale: quello della mancata pubblicazione di una traduzione di un’opera di Thomas Mann, Tonio Kroger.
Ricostruiamo i fatti.
Un amico procura a Pignagnoli un colloquio con una casa editrice in cerca di traduttori. Adesso, Pignagnoli non è che sappia bene le lingue: al massimo ha tentato di conversare con gli stranieri che acquistavano i giornali esteri quando lavorava in edicola, non di più. Ma lui ha bisogno di soldi, e decide di buttarsi. Fra tutte le lingue, quella che conosce di meno è il tedesco. E il direttore della casa editrice gli affida proprio un libro in tedesco: Tonio Kroger, di Thomas Mann. Gli dice che è l’unico libero, perché il traduttore che è stato incaricato del lavoro è sparito senza farsi più sentire, forse è emigrato all’estero. Pignagnoli esita, non si sente sicuro, è titubante, ma alla fine accetta, pensando che un vocabolario e un po’ di buon senso possano bastare al lavoro. E il risultato, incredibilmente, è straordinario: il racconto dello scrittore tedesco è stravolto, reinventato, male inteso, ricomposto, in una traduzione sporca e infedele. Pignagnoli sovrappone le sue idee a quelle dell’autore, partendo da poche parole intuite sul dizionario, le uniche che hanno qualcosa a che fare con il testo originale, arrivando a tradurre pagine e pagine in maniera personale e creativa. Il testo gode di una vita nuova e inaspettata. Entrano in gioco foche, scienziati, nuvole ghiacciate, pranzi saltati, città rinsecchite. A un certo punto c’è anche una mucca. Una traduzione che è riscrittura, più che altro. Ecco, questo è il risultato: ottimo, eccezionale, lo abbiamo detto. E allora perché non è stato pubblicato? Questo non si sa. Pare che il direttore editoriale, dopo aver letto il Tonio Kroger di Pignagnoli abbia strabuzzato gli occhi e gli abbia scritto una lettera di diffida, intimandogli di non presentarsi più e di non avere il coraggio di chiedere nemmeno mezza lira per quel lavoro da psicolabile. Noi abbiamo potuto vedere solo poche pagine di quel lavoro, arrivate non si sa come in mano all’amico che lo aveva introdotto alla casa editrice e da lui gentilmente prestateci. Un piccolo tesoro che andrebbe al più presto svelato a tutti.

Aggiornamento

12 maggio 2009

 

Aggiorno dopo lungo tempo il mio blog sempre dalla lontana terra germanica. L´esperienza per ora si sta rivelando piuttosto positiva, l´ambiente di lavoro è tranquillo quasi più simile ad un liceo che ad un ufficio, tanto che abbiamo iniziato a chiamarlo Nintendo High. Al momento è un periodo tranquillo ma mi hanno già informato che da giugno arriveranno grossi e importanti progetti, quindi le vacanze saranno irrimediabilmente posticipate. Da un po’ di mesi mi sono stabilito ad Offenbach a pochi chilometri da Francoforte e non mi dispiace. Vivo nella casa messa a disposizione dall’Agenzia insieme ad altri loschi figuri (3 francesi e 2 spagnoli). La casa è grande e dotata di 2 bagni con doccia (di cui una al momento fuori uso per cause non dipendenti dalla nostra volontà), la cucina è condivisa e per questo non sempre linda ma ci si adatta di conseguenza. La mia stanza è grande, piena di armadi e con il router per Internet a portata di mano…nonostante questo la connessione nelle ore di punta traballa che ognuno di noi la usa per sentirsi meno lontano da casa, leggendo siti, guardando film e parlando a casa nei vari modi più o meno legali che conoscete tutti.

La casa è sempre un viavai di gente che una delle attività preferite è il Poker texano e tutti tranne me sembrano divertirsi molto a perdere denaro su basi scarsamente statistiche…

Una delle cose più carine qui è la possibilità di vedere al cinema ogni lunedì in inglese a soli 4 euro una sneak preview, vale a dire un film che ancora non è in programmazione o di prossima uscita…io ci sono andato due volte e mi sono capitate due commedie sentimentali ma so di gente a cui è andata peggio…l’idea di andare al cinema senza sapere cosa si vedrà comunque la trovo molto intrigante e spero diventi una bella abitudine per uscire con gli amici del lavoro e un giorno, se mai ne avrò possibilità, con qualcuno conosciuto al di fuori…

Oltre alla solita routine sto iniziando a spargere curricula in giro per cercare un po’ di traduzioni, da dire che qui è per certi versi diverso dall’Italia, ma la faccenda merita un post a parte nel prossimo futuro…per ora è tutto

Lost in translation

5 aprile 2009

Oggi per salutare tutti una piccola vignetta fatta da me in Paint…

Questo albergo non è una casa

23 marzo 2009

Chiunque si avventuri in un paese straniero senza l’appoggio di un parente già stanziato da quelle parti deve fare i conti con la ricerca di una sistemazione.
Francoforte è una città abbastanza cara da questo punto di vista, pertanto queste sono le soluzioni a vostra disposizione:
- Affitto di monolocale di pochi metri quadri non ammobiliato o con soluzioni mobiliari ad incastro più ardite di alcuni livelli di Tetris.
- Entrare nel famigerato mondo del WG (Wohnengemeinschaft) che altro non è che una versione senza telecamere del Grande Fratello.
In pratica dato il costo particolarmente alto degli alloggi molte persone decidono di affittare/subaffittare una camera.
Quindi ogni Mitbewohner ha a disposizione una camera e solitamente deve condividere il bagno e la cucina (rigorosamente di marca IKEA) con uno o più coinquilini.
Molti aderenti alla filosofia del WG sono ovviamente studenti ma capita di tutto, dal professionista che vuole la casa in centro ma non vuole pagarla un intero stipendio alla vecchietta con gatti che cerca compagnia. Tra i tanti appartamenti visti mi ha colpito molto la cura nel raccogliere maggiori informazioni personali possibili: lavoro, interessi, abitudini…di tutto.
Alcuni dato il traffico di interessati scattavano anche delle foto per ricordare i volti.
Per certi versi mi ha ricordato una specie di casting per un qualche programma della Maria de Filippi, ma se guardiamo il tutto dal punto di vista funzionale tipicamente tedesco, ci può stare.
Alla fine della visita solitamente ti viene detto che devono prendersi del tempo per pensarci su e decidere con calma…quella che manca a te dato che tra pochi giorni sarai sfrattato dal posto dove stai.
Ecco alcuni link utili per chi cerca casa (o almeno una stanza) in Germania
www.wg-gesucht.de
www.studenten-wg.de
www.easywg.de
Tutte le offerte possono essere Warm (cioè includere anche le spese quali luce, gas, Internet ecc…), oppure kalt (solo affitto) con indicati a parte i Nebenkosten (spese accessorie).In linea generale trovato un posto dove stare a Francoforte è relativamente facile andare ovunque con i mezzi o in bici…non è certo una città come Londra o Parigi ma per chi viene dalla provincia in fondo in fondo non è male…