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lunedì, 26 ottobre 2009

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Segnalo a chi si interessa di traduzione il sito (in lingua inglese)
The Translator’s Home Companion
Un elenco completo ed esauriente di risorse relative a questa professione (glossari, news, segnalazione corsi e seminari di approfondimento ecc…)

Albo…ce l’ho, ce l’ho…manca

giovedì, 22 ottobre 2009

Buttafuori

Non voglio parlare oggi di figurine…ma di figuracce!
La figuraccia che fa la nostra professione di fronte alla notizia che anche i tanto bistrattati “buttafuori” da oggi avranno un albo professionale che li regolamenta.
Mentre la categoria dei traduttori si batte da anni per averne uno proprio che ne riconosca la professione, i buttafuori, forse a forza di spintonate, riescono ad ottenere questo riconoscimento. Un albo dovrebbe dare garanzia di professionalità, di preparazione e definire con precisione mansioni e prerogative. Finché si parla di professionisti accreditati, come avvocati, medici o commercialisti nessuno ha da ridire: qualche perplessità o qualche sorriso però sono inevitabili quando ci si discosta da mestieri “codificati”…in questo traduttori e buttafuori hanno molto in comune, e il loro successo ci fa riflettere e ben sperare. “Buttafuori” è il termine comunemente usato per gli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, qui non viene assolutamente usato in modo dispregiativo.

In base alle nuove norme, per fare il buttafuori di professione occorre essere maggiorenni, incensurati, dotati di adeguato self control, ma anche di una formazione giuridica, tecnica e psicologica ben precisa. Chi è in possesso di questi requisiti potrà iscriversi ad un albo istituito presso le Prefetture, e intraprendere poi la carriera. Il buttafuori insomma cambia pelle e si trasforma in una vera e propria figura professionale, istituita da un decreto firmato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in attuazione della legge sulla sicurezza.

Per potersi iscrivere al nuovo albo, questi i requisiti: essere in buona salute fisica, non soffrire di daltonismo, non fare uso di alcool e stupefacenti, non avere condanne anche non definitive per delitti non colposi, non essere assoggettati a misure di prevenzione o destinatari di provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, non essere o essere stati aderenti a movimenti, associazioni o gruppi organizzati, essere in possesso del diploma di scuola media inferiore e aver superato un apposito corso di formazione.

I nuovi buttafuori “certificati”, al termine del percorso formativo organizzato dalle regioni, avranno competenze in materia giuridica (ordine e sicurezza pubblica, compiti delle forze di polizia, disciplina normativa del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo ecc.), competenze tecniche come prevenzione incendi, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, primo soccorso sanitario, e dovranno avere capacità psicologico-sociale come capacità di concentrazione, autocontrollo, contatto con il pubblico e adeguata comunicazione verbale. I compiti di un buttafuori sono infatti il controllo preliminare dei luoghi per verificare la presenza di eventuali sostanze illecite od oggetti proibiti per la prevenzione degli incendi e, solo in ultima istanza, la regolamentazione dell’accesso al locale per cui presta servizio.

Come il buttafuori, anche il traduttore è una di quelle professioni “non codificate” e incomprese dall’esterno. Non ci resta quindi che sperare in un destino analogo per la nostra categoria in un prossimo futuro, sperando che l’iniziativa ci sproni a ribadire la legittimità del nostro bellissimo mestiere.

Noi nel mondo

venerdì, 16 ottobre 2009

indovina chi?
Riconoscete quale di questi personaggi è l’Italia?

In questo periodo di forti critiche, crisi e rivoluzioni annunciate nel nostro paese, vorrei segnalarvi una divertente serie animata giapponese dal titolo “Axis Powers Hetalia“.
Si tratta di una serie di brevi episodi che hanno come protagonisti le personificazioni in forma allegorica dei diversi stati del mondo, rappresentati tutti secondo gli stereotipi più ovvi di ogni stato.
In questa strana chiave umoristica vengono raccontati gli eventi che hanno portato alla prima e alla seconda guerra mondiale, conditi da spassosi flashback che raccontano l’infanzia delle nazioni.
Il termine Hetalia nel titolo è un gioco di parole tra Italia e la parola giapponese hetare (inutile).
Ecco una scheda dei personaggi principali

FORZE DELL’ASSE

Veneziano (Italia del Nord)
Allegra ed energetica nazione, nipote dell’Impero Romano, ampliamente ricordato come uno dei conquistatori del mondo passato.
Viene personificata da un ragazzo distratto, pigro, codardo, donnaiolo, maniaco del cibo (soprattutto della pasta) e inaffidabile, tantissime sono le bandierine bianche che costruisce, per arrendersi in ogni occasione. Frequentemente Germania deve aiutarlo nella risoluzione di quesiti vari.
Pasta e pizza, insieme ad una spiccata capacità artistica, sono i maggiori riferimenti alla sua cultura. Ha un fratello maggiore, Romano (Italia del Sud), che non ama l’allenza con le altre nazioni e tende ad aggredire verbalmente e a dare la colpa di tutto a Germania.

Germania
Lavoratore affidabile e ligio alle regole. Molto rigoroso, gli errori sono da lui esecrati. Allena i suoi sottoposti a comportarsi similmente al suo atteggiamento, senza grandi risultati. Viene rappresentato come un uomo dai capelli biondi corti, occhi azzurri e fisico atletico.
Ha un rapporto di quasi-amicizia con Italia del Nord, con cui condivide la sua passione occulta dei biscotti tortati.

Giappone
Stacanovista, serio, abile con le mani, necessita di tempo per relazionarsi con gli altri. La capigliatura e le ciglia sono nere, analoghe ai tratti nipponici, inoltre è basso e magro. Ama creare gadget e modellini e dare risposte vaghe e pre-preparate.
Poco esperto del mondo esterno, si impegna al massimo per conoscere nemici ed alleati, ma è molto restio dall’entrare in intimità con gli altri e non sopporto il contatto fisico. A volte si comporta da persona anziana.

FORZE ALLEATE

America
Nazione di pionieri, è stato cresciuto ed allevato da Inghilterra, contro il quale poi ha combattuto per la sua indipendenza. Energico e sempre propenso a ficcare il naso negli affari altrui. Vede tutto in una luce positiva, è sempre pronto all’azione e ad esporre (e imporre) le sue idee agli altri.
Ha una pessima conoscenza geografica e difficilmente presta attenzione ai consigli o al parere degli altri. Costantemente timoroso di fantasmi ed entità soprannaturali,soprattutto se sono sfere di luce in dipinti.
Un certo Tony compare in casa sua abbastanza spesso, senza che America se ne accorga.
Rosolare hamburger è la passione di America, oltre che mangiare i classici cibi da Fast Food. Numerose sono le invenzioni da lui ideate, ma destinate al fallimento.

Inghilterra

Una nazione che quando era un pirata tormentava la Spagna. Inghilterra ha lo stile di un classico gentiluomo che non ha alcuna abilità nel cucinare, e grosse sopracciglia. Non ha un buon rapporto con Francia e Russia. Spesso è critico nei confronti di America. Stranamente crede agli unicorni e ad altre creature magiche.

Francia
Francia era una grande e potente nazione, ma dopo la morte di Napoleone Bonaparte non fu più capace di eccellere in guerra, mentre attrae turisti per il suo vino e la sua cucina. Ha una forte rivalità con Inghilterra. Francia è conosciuto per i commenti e gli approcci a carattere sessuale che rivolge un po’ a tutte le altre nazioni, magari nel tentativo di formare una qualche alleanza a sua difesa. Ama vestire bene e spesso ha una rosa rossa in mano.

Cina
Cina è una delle più antiche nazioni e ha aiutato Giappone quando era ancora una nazione emergente. Ha una forte rivalità con Russia. Cina è spesso fissata col cibo, è anche una grande fan di Hello Kitty e tende a terminare le sue frasi con il suffisso -aru, uno stereotipo giapponese riguardo il modo di parlare dei cinesi. Viene a volte raffigurata con un piccolo panda.

Russia
A differenza del viso infantile e innocente, Russia è il più alto degli stati. Adora la vodka e i girasoli. Russia ha un atteggiamento tranquillo e impassibile e un viso gentile, ma la sua mentalità è stata segnata dalla sua storia passata di sangue. Le altre nazioni confinanti hanno grande paura di lui, in particolar modo Lituania. Russia promette che un giorno “tutti diventeranno una cosa sola con la Russia”.

Guida ai servizi linguistici

martedì, 13 ottobre 2009

Vi segnalo l’uscita di un libro dell’amico Antonio Cesari, buon punto di partenza per chi vuole intraprendere l’attività di traduttore, ottimo approfondimento anche per chi traduttore lo è già e, se vogliamo, utile pure ai clienti che necessitano di traduzioni e spesso faticano ad orientarsi nel mare di offerte più o meno allettanti e specchi per le allodole.

Guida ai servizi linguistici
“GUIDA AI SERVIZI LINGUISTICI. RISORSE E CONSIGLI UTILI PER TRADUTTORI E INTERPRETI” di Antonio Cesari

Si tratta della prima guida del settore pubblicata in Italia, frutto di un’articolata operazione di ricerca, selezione e sistemazione di fonti spesso difficili da reperire.
Alla base di questo lavoro vi è la convinzione, derivata dall’esperienza sul campo, che definire un orientamento nel settore della localizzazione linguistica è fondamentale per coglierne tutte le opportunità. In altre parole si prova a indicare la strada invece di proseguire a tentoni.
Si è voluto mettere insieme in maniera concisa e organizzata il più ampio e aggiornato elenco di risorse utili sia agli aspiranti traduttori e interpreti sia a chi è già inserito nel settore, per agevolare il percorso agli uni e stimolare la curiosità negli altri.
Oltre a contenere link e indirizzi utili (glossari, dizionari, agenzie di traduzione, opportunità di carriere, associazioni di categoria, software ecc.), il volume descrive ampiamente il mercato delle lingue, gli strumenti e le professioni ad esso legate, a fine di presentare un quadro introduttivo di un settore estremamente ricco e dinamico.

Per richiederlo è sufficiente inviare una mail a info@ipedizioni.com. A giorni sarà disponibile anche su www.ibs.it

Learco Pignagnoli…tra mito e realtà

mercoledì, 7 ottobre 2009

Di Learco Pignagnoli, si sa, si è cominciato a parlare almeno nel 1995, su “Il Semplice”, rivista edita da Feltrinelli. Da lì si è creato un seguito di cultori e appassionati che, sottovoce, come fosse una cosa proibita, facevano circolare le opere e le gesta dello scrittore filosofo nato a Campogalliano e San Giovanni Persicelo. Nel 2003, al Festival Filosofia di Modena la voce si è un po’ alzata e si è addirittura organizzato un convegno dedicato a Learco Pignagnoli, con decine di relatori e testimonianze sulla sua vita e la sua opera. I relatori erano così tanti che non tutti riuscirono a prendere la parola. Nel 2006, il botto: Aliberti pubblica le “Opere complete di Learco Pignagnoli”, a cura di Daniele Benati. Il mondo della letteratura e delle case editrici, quello ufficiale, si accorge di questo “personaggio unico, inedito e fuori misura”.
Poi più nulla, o quasi: i giornali, le riviste e gli editori sembrano essersi dimenticati di lui, forse spiazzati dalla portata del suo messaggio. Ogni tanto, però, qualcosa risalta fuori: un’opera nuova, una testimonianza, una foto, a ricordarci che Pignagnoli non è un personaggio di cui ci si può liberare tanto facilmente. Quella che leggerete è la relazione di uno studioso milanese,Gianvittorio Randaccio, una di quelle che non è stato possibile leggere a Modena, nel 2003. Ci parla del Pignagnoli traduttore, uno dei suoi lati meno conosciuti, l’ennesima perla di una vita che non finisce mai di stupire.

SU UNA TRADUZIONE SCONCLUSIONATA DA UNA LINGUA SCONOSCIUTA

A un certo punto della sua vita succede che Pignagnoli non ha più un soldo. I suoi racconti non sfondano e la sua vita sregolata lo porta rapidamente sul lastrico, obbligandolo a cercare lavoro un po’ ovunque, anche in ambienti e ambiti che non gli sono per niente familiari. Tra le altre cose, pare che in questo periodo sia stato anche denunciato per aver commesso dei seri danni a un edificio, in un maldestro tentativo di spacciarsi per muratore. Ma un episodio risulta per noi fondamentale: quello della mancata pubblicazione di una traduzione di un’opera di Thomas Mann, Tonio Kroger.
Ricostruiamo i fatti.
Un amico procura a Pignagnoli un colloquio con una casa editrice in cerca di traduttori. Adesso, Pignagnoli non è che sappia bene le lingue: al massimo ha tentato di conversare con gli stranieri che acquistavano i giornali esteri quando lavorava in edicola, non di più. Ma lui ha bisogno di soldi, e decide di buttarsi. Fra tutte le lingue, quella che conosce di meno è il tedesco. E il direttore della casa editrice gli affida proprio un libro in tedesco: Tonio Kroger, di Thomas Mann. Gli dice che è l’unico libero, perché il traduttore che è stato incaricato del lavoro è sparito senza farsi più sentire, forse è emigrato all’estero. Pignagnoli esita, non si sente sicuro, è titubante, ma alla fine accetta, pensando che un vocabolario e un po’ di buon senso possano bastare al lavoro. E il risultato, incredibilmente, è straordinario: il racconto dello scrittore tedesco è stravolto, reinventato, male inteso, ricomposto, in una traduzione sporca e infedele. Pignagnoli sovrappone le sue idee a quelle dell’autore, partendo da poche parole intuite sul dizionario, le uniche che hanno qualcosa a che fare con il testo originale, arrivando a tradurre pagine e pagine in maniera personale e creativa. Il testo gode di una vita nuova e inaspettata. Entrano in gioco foche, scienziati, nuvole ghiacciate, pranzi saltati, città rinsecchite. A un certo punto c’è anche una mucca. Una traduzione che è riscrittura, più che altro. Ecco, questo è il risultato: ottimo, eccezionale, lo abbiamo detto. E allora perché non è stato pubblicato? Questo non si sa. Pare che il direttore editoriale, dopo aver letto il Tonio Kroger di Pignagnoli abbia strabuzzato gli occhi e gli abbia scritto una lettera di diffida, intimandogli di non presentarsi più e di non avere il coraggio di chiedere nemmeno mezza lira per quel lavoro da psicolabile. Noi abbiamo potuto vedere solo poche pagine di quel lavoro, arrivate non si sa come in mano all’amico che lo aveva introdotto alla casa editrice e da lui gentilmente prestateci. Un piccolo tesoro che andrebbe al più presto svelato a tutti.

Aggiornamento

martedì, 12 maggio 2009

 

Aggiorno dopo lungo tempo il mio blog sempre dalla lontana terra germanica. L´esperienza per ora si sta rivelando piuttosto positiva, l´ambiente di lavoro è tranquillo quasi più simile ad un liceo che ad un ufficio, tanto che abbiamo iniziato a chiamarlo Nintendo High. Al momento è un periodo tranquillo ma mi hanno già informato che da giugno arriveranno grossi e importanti progetti, quindi le vacanze saranno irrimediabilmente posticipate. Da un po’ di mesi mi sono stabilito ad Offenbach a pochi chilometri da Francoforte e non mi dispiace. Vivo nella casa messa a disposizione dall’Agenzia insieme ad altri loschi figuri (3 francesi e 2 spagnoli). La casa è grande e dotata di 2 bagni con doccia (di cui una al momento fuori uso per cause non dipendenti dalla nostra volontà), la cucina è condivisa e per questo non sempre linda ma ci si adatta di conseguenza. La mia stanza è grande, piena di armadi e con il router per Internet a portata di mano…nonostante questo la connessione nelle ore di punta traballa che ognuno di noi la usa per sentirsi meno lontano da casa, leggendo siti, guardando film e parlando a casa nei vari modi più o meno legali che conoscete tutti.

La casa è sempre un viavai di gente che una delle attività preferite è il Poker texano e tutti tranne me sembrano divertirsi molto a perdere denaro su basi scarsamente statistiche…

Una delle cose più carine qui è la possibilità di vedere al cinema ogni lunedì in inglese a soli 4 euro una sneak preview, vale a dire un film che ancora non è in programmazione o di prossima uscita…io ci sono andato due volte e mi sono capitate due commedie sentimentali ma so di gente a cui è andata peggio…l’idea di andare al cinema senza sapere cosa si vedrà comunque la trovo molto intrigante e spero diventi una bella abitudine per uscire con gli amici del lavoro e un giorno, se mai ne avrò possibilità, con qualcuno conosciuto al di fuori…

Oltre alla solita routine sto iniziando a spargere curricula in giro per cercare un po’ di traduzioni, da dire che qui è per certi versi diverso dall’Italia, ma la faccenda merita un post a parte nel prossimo futuro…per ora è tutto

Lost in translation

domenica, 5 aprile 2009

Oggi per salutare tutti una piccola vignetta fatta da me in Paint…

Non c’è più Religione…si esce un´ora prima

sabato, 28 febbraio 2009

Da pochissimi giorni sono in terra germanica. Il tempo
è grigio ma mi ha colpito l´organizzazione di qui. Bisogna registrarsi presso il comune dove si vive. Io vivo a Muhlheim una cittadina satellite di Francoforte. Al municipio bisogna dichiarare la religione. Qualsiasi religione costa 20 euro ma dicendo keine (nessuna) non si paga nulla. Questi soldi servono per ricevere un bollettino parrocchiale in tedesco direttamente dalla chiesa di competenza. Ovviamente il comune registra un numero impressionante di stranieri stranamente tutti atei. Io vivo in una pensione in un appartamento condiviso con altri due ragazzi (per ora uno spagnolo e un altro in arrivo di nazionalità sconosciuta). L´affitto ha il vantaggio che non ci sono cauzioni da versare e spese di elettricità o riscaldamento. Per 30 euro al mese inoltre si può avere Internet in camera sul proprio portatile.

Alla Nintendo l´accoglienza è stata ottima, ho provato un po´ la wii e non è male. L´unica loro fissa sembra essere arrivare in orario alle 8.45. Per il resto si viene assegnati ad un progetto e si controllano bug e problemi di traduzione sui giochi in dirittura d´arrivo giocandoli e usando un apposito programma. Quando non si è assegnati a nessun progetto si è liberi di fare qualsiasi cosa (leggere, giocare a un gioco qualsiasi, scrivere…)

Purtroppo non abbiamo Internet sul lavoro per motivi antispoileraggio comunque il lavoro non è male. Ci sono pause e l´ambiente è internazionale e molto tranquillo. Dal lato opposto al mio vedo con un po´di invidia i traduttori che hanno passato la temibilissima selezione e godono di un trattamento economico decisamente migliore.

A quanto ho capito come tester non c´è un contratto a tempo ma si è assunti a tempo indeterminato da subito, fino a quando si riesce a resistere (c´è gente che sta qui da qualche anno e si trova bene).

Inutile fare progetti a lungo termine, vediamo come va giorno per giorno poi vedremo…intanto il mio tedesco migliora poco per volta .

Pensavo che la TV italiana fosse orribile di questi tempi ma devo dire che quella tedesca non offre un intrattenimento migliore. Il programma piú interessante è stato una specie di Voyager chiamato GALILEO con uno speciale sul triangolo delle Bermuda…insomma prendere sonno non è un problema.

Al prossimo aggiornamento

Stefano

Mamma mia

lunedì, 23 febbraio 2009

Mi sto preparando a partire giovedì per Francoforte.

Lavorerò per qualche mese lì (e poi chissà) alla Nintendo come Game Tester.

Il lavoro prevede 8 ore di gioco sfrenato su un unico titolo inedito per Nintendo DS o Wii alla ricerca di errori di traduzione e problemi linguistici.

In pratica si tratta di Correzione di Bozze sui videogiochi…credo di avere notevole esperienza in entrambi i campi.

L’ambiente internazionale sembra molto stimolante e conto di sfruttare l’occasione per acquisire nuovi contatti (Francoforte è la Milano tedesca e si organizzano fiere internazionali tutto l’anno…famosissima la Buchmesse dedicata all’editoria in cui varrebbe la pena imbucarsi) e per migliorare il tedesco. Né il clima né il cibo mi fermeranno. Conto di internettizzarmi al più presto anche laggiù per lavorare part-time sulle traduzioni e per mantenermi in contatto con cari ed amici che non vedrò per un po’.

Userò il blog per raccontare la mia avventura ludolinguistica.

Scrivere: Istruzioni per l’uso

martedì, 17 febbraio 2009

Ho trovato in Internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che scrivono per lavoro o per diletto.


1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

40. Una frase compiuta deve avere.


tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000