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Archivio di ottobre 2009

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lunedì, 26 ottobre 2009

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Segnalo a chi si interessa di traduzione il sito (in lingua inglese)
The Translator’s Home Companion
Un elenco completo ed esauriente di risorse relative a questa professione (glossari, news, segnalazione corsi e seminari di approfondimento ecc…)

Albo…ce l’ho, ce l’ho…manca

giovedì, 22 ottobre 2009

Buttafuori

Non voglio parlare oggi di figurine…ma di figuracce!
La figuraccia che fa la nostra professione di fronte alla notizia che anche i tanto bistrattati “buttafuori” da oggi avranno un albo professionale che li regolamenta.
Mentre la categoria dei traduttori si batte da anni per averne uno proprio che ne riconosca la professione, i buttafuori, forse a forza di spintonate, riescono ad ottenere questo riconoscimento. Un albo dovrebbe dare garanzia di professionalità, di preparazione e definire con precisione mansioni e prerogative. Finché si parla di professionisti accreditati, come avvocati, medici o commercialisti nessuno ha da ridire: qualche perplessità o qualche sorriso però sono inevitabili quando ci si discosta da mestieri “codificati”…in questo traduttori e buttafuori hanno molto in comune, e il loro successo ci fa riflettere e ben sperare. “Buttafuori” è il termine comunemente usato per gli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, qui non viene assolutamente usato in modo dispregiativo.

In base alle nuove norme, per fare il buttafuori di professione occorre essere maggiorenni, incensurati, dotati di adeguato self control, ma anche di una formazione giuridica, tecnica e psicologica ben precisa. Chi è in possesso di questi requisiti potrà iscriversi ad un albo istituito presso le Prefetture, e intraprendere poi la carriera. Il buttafuori insomma cambia pelle e si trasforma in una vera e propria figura professionale, istituita da un decreto firmato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in attuazione della legge sulla sicurezza.

Per potersi iscrivere al nuovo albo, questi i requisiti: essere in buona salute fisica, non soffrire di daltonismo, non fare uso di alcool e stupefacenti, non avere condanne anche non definitive per delitti non colposi, non essere assoggettati a misure di prevenzione o destinatari di provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, non essere o essere stati aderenti a movimenti, associazioni o gruppi organizzati, essere in possesso del diploma di scuola media inferiore e aver superato un apposito corso di formazione.

I nuovi buttafuori “certificati”, al termine del percorso formativo organizzato dalle regioni, avranno competenze in materia giuridica (ordine e sicurezza pubblica, compiti delle forze di polizia, disciplina normativa del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo ecc.), competenze tecniche come prevenzione incendi, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, primo soccorso sanitario, e dovranno avere capacità psicologico-sociale come capacità di concentrazione, autocontrollo, contatto con il pubblico e adeguata comunicazione verbale. I compiti di un buttafuori sono infatti il controllo preliminare dei luoghi per verificare la presenza di eventuali sostanze illecite od oggetti proibiti per la prevenzione degli incendi e, solo in ultima istanza, la regolamentazione dell’accesso al locale per cui presta servizio.

Come il buttafuori, anche il traduttore è una di quelle professioni “non codificate” e incomprese dall’esterno. Non ci resta quindi che sperare in un destino analogo per la nostra categoria in un prossimo futuro, sperando che l’iniziativa ci sproni a ribadire la legittimità del nostro bellissimo mestiere.

Noi nel mondo

venerdì, 16 ottobre 2009

indovina chi?
Riconoscete quale di questi personaggi è l’Italia?

In questo periodo di forti critiche, crisi e rivoluzioni annunciate nel nostro paese, vorrei segnalarvi una divertente serie animata giapponese dal titolo “Axis Powers Hetalia“.
Si tratta di una serie di brevi episodi che hanno come protagonisti le personificazioni in forma allegorica dei diversi stati del mondo, rappresentati tutti secondo gli stereotipi più ovvi di ogni stato.
In questa strana chiave umoristica vengono raccontati gli eventi che hanno portato alla prima e alla seconda guerra mondiale, conditi da spassosi flashback che raccontano l’infanzia delle nazioni.
Il termine Hetalia nel titolo è un gioco di parole tra Italia e la parola giapponese hetare (inutile).
Ecco una scheda dei personaggi principali

FORZE DELL’ASSE

Veneziano (Italia del Nord)
Allegra ed energetica nazione, nipote dell’Impero Romano, ampliamente ricordato come uno dei conquistatori del mondo passato.
Viene personificata da un ragazzo distratto, pigro, codardo, donnaiolo, maniaco del cibo (soprattutto della pasta) e inaffidabile, tantissime sono le bandierine bianche che costruisce, per arrendersi in ogni occasione. Frequentemente Germania deve aiutarlo nella risoluzione di quesiti vari.
Pasta e pizza, insieme ad una spiccata capacità artistica, sono i maggiori riferimenti alla sua cultura. Ha un fratello maggiore, Romano (Italia del Sud), che non ama l’allenza con le altre nazioni e tende ad aggredire verbalmente e a dare la colpa di tutto a Germania.

Germania
Lavoratore affidabile e ligio alle regole. Molto rigoroso, gli errori sono da lui esecrati. Allena i suoi sottoposti a comportarsi similmente al suo atteggiamento, senza grandi risultati. Viene rappresentato come un uomo dai capelli biondi corti, occhi azzurri e fisico atletico.
Ha un rapporto di quasi-amicizia con Italia del Nord, con cui condivide la sua passione occulta dei biscotti tortati.

Giappone
Stacanovista, serio, abile con le mani, necessita di tempo per relazionarsi con gli altri. La capigliatura e le ciglia sono nere, analoghe ai tratti nipponici, inoltre è basso e magro. Ama creare gadget e modellini e dare risposte vaghe e pre-preparate.
Poco esperto del mondo esterno, si impegna al massimo per conoscere nemici ed alleati, ma è molto restio dall’entrare in intimità con gli altri e non sopporto il contatto fisico. A volte si comporta da persona anziana.

FORZE ALLEATE

America
Nazione di pionieri, è stato cresciuto ed allevato da Inghilterra, contro il quale poi ha combattuto per la sua indipendenza. Energico e sempre propenso a ficcare il naso negli affari altrui. Vede tutto in una luce positiva, è sempre pronto all’azione e ad esporre (e imporre) le sue idee agli altri.
Ha una pessima conoscenza geografica e difficilmente presta attenzione ai consigli o al parere degli altri. Costantemente timoroso di fantasmi ed entità soprannaturali,soprattutto se sono sfere di luce in dipinti.
Un certo Tony compare in casa sua abbastanza spesso, senza che America se ne accorga.
Rosolare hamburger è la passione di America, oltre che mangiare i classici cibi da Fast Food. Numerose sono le invenzioni da lui ideate, ma destinate al fallimento.

Inghilterra

Una nazione che quando era un pirata tormentava la Spagna. Inghilterra ha lo stile di un classico gentiluomo che non ha alcuna abilità nel cucinare, e grosse sopracciglia. Non ha un buon rapporto con Francia e Russia. Spesso è critico nei confronti di America. Stranamente crede agli unicorni e ad altre creature magiche.

Francia
Francia era una grande e potente nazione, ma dopo la morte di Napoleone Bonaparte non fu più capace di eccellere in guerra, mentre attrae turisti per il suo vino e la sua cucina. Ha una forte rivalità con Inghilterra. Francia è conosciuto per i commenti e gli approcci a carattere sessuale che rivolge un po’ a tutte le altre nazioni, magari nel tentativo di formare una qualche alleanza a sua difesa. Ama vestire bene e spesso ha una rosa rossa in mano.

Cina
Cina è una delle più antiche nazioni e ha aiutato Giappone quando era ancora una nazione emergente. Ha una forte rivalità con Russia. Cina è spesso fissata col cibo, è anche una grande fan di Hello Kitty e tende a terminare le sue frasi con il suffisso -aru, uno stereotipo giapponese riguardo il modo di parlare dei cinesi. Viene a volte raffigurata con un piccolo panda.

Russia
A differenza del viso infantile e innocente, Russia è il più alto degli stati. Adora la vodka e i girasoli. Russia ha un atteggiamento tranquillo e impassibile e un viso gentile, ma la sua mentalità è stata segnata dalla sua storia passata di sangue. Le altre nazioni confinanti hanno grande paura di lui, in particolar modo Lituania. Russia promette che un giorno “tutti diventeranno una cosa sola con la Russia”.

Guida ai servizi linguistici

martedì, 13 ottobre 2009

Vi segnalo l’uscita di un libro dell’amico Antonio Cesari, buon punto di partenza per chi vuole intraprendere l’attività di traduttore, ottimo approfondimento anche per chi traduttore lo è già e, se vogliamo, utile pure ai clienti che necessitano di traduzioni e spesso faticano ad orientarsi nel mare di offerte più o meno allettanti e specchi per le allodole.

Guida ai servizi linguistici
“GUIDA AI SERVIZI LINGUISTICI. RISORSE E CONSIGLI UTILI PER TRADUTTORI E INTERPRETI” di Antonio Cesari

Si tratta della prima guida del settore pubblicata in Italia, frutto di un’articolata operazione di ricerca, selezione e sistemazione di fonti spesso difficili da reperire.
Alla base di questo lavoro vi è la convinzione, derivata dall’esperienza sul campo, che definire un orientamento nel settore della localizzazione linguistica è fondamentale per coglierne tutte le opportunità. In altre parole si prova a indicare la strada invece di proseguire a tentoni.
Si è voluto mettere insieme in maniera concisa e organizzata il più ampio e aggiornato elenco di risorse utili sia agli aspiranti traduttori e interpreti sia a chi è già inserito nel settore, per agevolare il percorso agli uni e stimolare la curiosità negli altri.
Oltre a contenere link e indirizzi utili (glossari, dizionari, agenzie di traduzione, opportunità di carriere, associazioni di categoria, software ecc.), il volume descrive ampiamente il mercato delle lingue, gli strumenti e le professioni ad esso legate, a fine di presentare un quadro introduttivo di un settore estremamente ricco e dinamico.

Per richiederlo è sufficiente inviare una mail a info@ipedizioni.com. A giorni sarà disponibile anche su www.ibs.it

Learco Pignagnoli…tra mito e realtà

mercoledì, 7 ottobre 2009

Di Learco Pignagnoli, si sa, si è cominciato a parlare almeno nel 1995, su “Il Semplice”, rivista edita da Feltrinelli. Da lì si è creato un seguito di cultori e appassionati che, sottovoce, come fosse una cosa proibita, facevano circolare le opere e le gesta dello scrittore filosofo nato a Campogalliano e San Giovanni Persicelo. Nel 2003, al Festival Filosofia di Modena la voce si è un po’ alzata e si è addirittura organizzato un convegno dedicato a Learco Pignagnoli, con decine di relatori e testimonianze sulla sua vita e la sua opera. I relatori erano così tanti che non tutti riuscirono a prendere la parola. Nel 2006, il botto: Aliberti pubblica le “Opere complete di Learco Pignagnoli”, a cura di Daniele Benati. Il mondo della letteratura e delle case editrici, quello ufficiale, si accorge di questo “personaggio unico, inedito e fuori misura”.
Poi più nulla, o quasi: i giornali, le riviste e gli editori sembrano essersi dimenticati di lui, forse spiazzati dalla portata del suo messaggio. Ogni tanto, però, qualcosa risalta fuori: un’opera nuova, una testimonianza, una foto, a ricordarci che Pignagnoli non è un personaggio di cui ci si può liberare tanto facilmente. Quella che leggerete è la relazione di uno studioso milanese,Gianvittorio Randaccio, una di quelle che non è stato possibile leggere a Modena, nel 2003. Ci parla del Pignagnoli traduttore, uno dei suoi lati meno conosciuti, l’ennesima perla di una vita che non finisce mai di stupire.

SU UNA TRADUZIONE SCONCLUSIONATA DA UNA LINGUA SCONOSCIUTA

A un certo punto della sua vita succede che Pignagnoli non ha più un soldo. I suoi racconti non sfondano e la sua vita sregolata lo porta rapidamente sul lastrico, obbligandolo a cercare lavoro un po’ ovunque, anche in ambienti e ambiti che non gli sono per niente familiari. Tra le altre cose, pare che in questo periodo sia stato anche denunciato per aver commesso dei seri danni a un edificio, in un maldestro tentativo di spacciarsi per muratore. Ma un episodio risulta per noi fondamentale: quello della mancata pubblicazione di una traduzione di un’opera di Thomas Mann, Tonio Kroger.
Ricostruiamo i fatti.
Un amico procura a Pignagnoli un colloquio con una casa editrice in cerca di traduttori. Adesso, Pignagnoli non è che sappia bene le lingue: al massimo ha tentato di conversare con gli stranieri che acquistavano i giornali esteri quando lavorava in edicola, non di più. Ma lui ha bisogno di soldi, e decide di buttarsi. Fra tutte le lingue, quella che conosce di meno è il tedesco. E il direttore della casa editrice gli affida proprio un libro in tedesco: Tonio Kroger, di Thomas Mann. Gli dice che è l’unico libero, perché il traduttore che è stato incaricato del lavoro è sparito senza farsi più sentire, forse è emigrato all’estero. Pignagnoli esita, non si sente sicuro, è titubante, ma alla fine accetta, pensando che un vocabolario e un po’ di buon senso possano bastare al lavoro. E il risultato, incredibilmente, è straordinario: il racconto dello scrittore tedesco è stravolto, reinventato, male inteso, ricomposto, in una traduzione sporca e infedele. Pignagnoli sovrappone le sue idee a quelle dell’autore, partendo da poche parole intuite sul dizionario, le uniche che hanno qualcosa a che fare con il testo originale, arrivando a tradurre pagine e pagine in maniera personale e creativa. Il testo gode di una vita nuova e inaspettata. Entrano in gioco foche, scienziati, nuvole ghiacciate, pranzi saltati, città rinsecchite. A un certo punto c’è anche una mucca. Una traduzione che è riscrittura, più che altro. Ecco, questo è il risultato: ottimo, eccezionale, lo abbiamo detto. E allora perché non è stato pubblicato? Questo non si sa. Pare che il direttore editoriale, dopo aver letto il Tonio Kroger di Pignagnoli abbia strabuzzato gli occhi e gli abbia scritto una lettera di diffida, intimandogli di non presentarsi più e di non avere il coraggio di chiedere nemmeno mezza lira per quel lavoro da psicolabile. Noi abbiamo potuto vedere solo poche pagine di quel lavoro, arrivate non si sa come in mano all’amico che lo aveva introdotto alla casa editrice e da lui gentilmente prestateci. Un piccolo tesoro che andrebbe al più presto svelato a tutti.